percorsi di coppia

“Imparare ad amare e a diventare parte del noi senza distruggere se stessi è un progetto a lungo termine. Si comincia con l’imparare ad amare noi stessi e poi ad amare qualcuno simile a noi, fino ad arrivare alla capacità di amare anche qualcuno diverso da noi e di tollerare la vulnerabilità e le battaglie legate al problema di riuscire a essere ciò che si è, insieme ad un altro”

C. Whitaker

Diciamolo subito: tutte le coppie attraversano dei momenti di crisi!
Spesso l’arrivo di un figlio, un lutto, la perdita del lavoro ma anche un cambiamento più piccolo, inaspettato o meno, può portare la coppia a perdersi. C’è chi se ne rende conto prima, chi se ne accorge troppo tardi. Chi cerca di tamponare, risultando magari troppo intrusivo, chi invece scappa o magari tradisce. Com’è che era? “Scagli la pietra chi è senza peccato”?

La terapia di coppia sistemico relazionale può aiutarvi ad uscire dall’ottica del “torto e ragione”, “vittima e carnefice”, “giusto e sbagliato”, spostando il focus sulla comprensione più profonda di cosa sta succedendo e come potete affrontarlo.

La crisi non è di per sé un’esperienza completamente negativa. Anzi, permette di rivedere e rinegoziare il vostro personalissimo patto di coppia, donando un nuovo significato al disagio o al sintomo provato, contestualizzandolo rispetto alla fase del ciclo di vita in cui la vostra coppia si trova e rispetto ai miti familiari che avete (volente o nolente) ereditato dalle vostre famiglie d’origine.

LA CO-TERAPIA

Nell’ottica sistemico-relazionale la terapia di coppia prevede la compresenza di 2 terapeuti in quella che viene definita una “co-terapia”. Non saremo quindi in 3 nella stanza di terapia, bensì in 4. Perché?

Spesso nelle terapie di coppia un tema centrale è quello del conflitto. La presenza di due terapeuti rappresenta una maggiore garanzia di neutralità in quanto offre pluralità e diversificazione dei punti di vista. Inoltre, la coterapia garantisce un miglior monitoraggio delle tematiche trattate e una maggior attenzione ad aspetti che possono sfuggire all’osservazione di un solo psicoterapeuta. Solitamente, rispetto ad un percorso individuale, il flusso di parole e pensieri è più veloce e più complesso: più siamo, meglio è!

Nel mio studio di psicologia, attualmente, collaboro con due colleghe che stimo molto, entrambe terapeute familiari con il mio stesso orientamento:
la dott.ssa Elisa Mantoan e la dott.ssa Elena Dolcetti.

frame preso dal film “il matrimonio che vorrei” di David Frankel (2012)